Ritorno ai “Viaggi di parole”… perché “Ci sono posti così”

È trascorso oltre un mese dal nostro ultimo approdo alla sala Codazzi della biblioteca Fabrizio Trisi di Lugo, per il ciclo di letture “Viaggi di parole” dedicato alla narrativa di viaggio.

Noi di “ViviAmo le Parole” siamo felicissime di essere state ospiti dalla biblioteca Trisi per leggere e raccontare della narrativa di viaggio perché, in definitiva, leggere di viaggi non è un po’ come partire? Partire, oltretutto, senza quei vincoli spazio-temporali in cui un viaggio reale, fatalmente, ci intrappola.

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Lo spunto per riparlare di questa bellissima esperienza ci è dato dalla prossima uscita dell’ultimo libro di Vio Cavrini, uno degli autori che abbiamo scelto per i nostri incontri. Si tratta, naturalmente, di un libro dedicato al viaggio, come si può facilmente indovinare già dal titolo “Ci sono posti così” (Edizioni Polaris)!

Con un racconto di Vio Cavrini intitolato “Vite in attesa”, tratto dalla sua precedente raccolta di racconti, “Il gatto buddhista”, avevamo scelto di chiudere il primo incontro di “Viaggi di parole” dedicato alla ricerca dell’esotico e dell’oriente. Il racconto, infatti,  parla della città indiana di Varanasi e dei riti legati alla morte che vi si praticano. La lettura fattane da Giulia (di cui potete riascoltare un estratto, contenuto in un nostro precedente articolo) ha commosso ed emozionato il pubblico presente. Vio Cavrini, come lui stesso ha scritto nel proprio blog, “non ha mai smesso di viaggiare, fotografare e scrivere. Lasciata la professione, è quello che continua a fare anche oggi”. Il suo nuovo libro non lo abbiamo ancora letto in quanto uscirà – e sarà presentato – solo tra qualche giorno, però ci auguriamo che all’interno ci siano racconti capaci di emozionare e incuriosire con la stessa forza di “Vite in attesa”.  Chissà, magari potrebbero finire nella scaletta del nostro prossimo ciclo di incontri dedicati al viaggio!

Giovedì 13 giugno 2018 ore 18:00 presentazione del libro Ci sono posti così Storie di viaggio di Vio Cavrini Edizioni Polaris a Bologna Sala Marco Biagi al Quartiere Santo Stefano

In effetti, tre soli incontri non esauriscono certo un tema sterminato come quello della narrativa di viaggio, anche se molti sono i titoli che abbiamo letto – o anche solo proposto sul nostro blog – e molti i temi che, attraverso le letture, abbiamo cercato di indagare. Abbiamo letto del viaggio di scoperta ed esplorazione e di quello all’inseguimento dell’esotico e dell’oriente; abbiamo tentato paralleli tra visioni differenti dello stesso luogo, come l’India di Pasolini, Tiziano Terzani o Vio Cavrini, appunto. L’esotico non è solo Asia, naturalmente: può essere anche Sud America, come la Patagonia di Bruce Chatwin, o Africa. Terre in cui facilmente il viaggio può restare intrappolato in altri temi, indissolubilmente legati  alla storia, anche coloniale, dell’uomo e dei luoghi. E, sulle orme della storia, finisce sempre per essere anche viaggio nel tempo: dall’antichità agli anni 2000.

Il viaggio è anche e sempre opera fantasia e di viaggi fantastici è piena la letteratura. Perché la letteratura stessa è, principalmente, espressione della creatività personale dell’autore e dello sguardo con cui, partendo dal reale, è capace di trasfigurare il proprio mondo e inventarlo di nuovo. Dai viaggi di Gulliver, alla fantascienza classica di Verne e Asimov, ai mondi immaginifici di Buzzati e Calvino.

Ma il racconto di viaggio ci dice molto anche della società e delle idee che lo sottendono: può parlarci, ad esempio, della disparità di condizione tra uomo e donna perché, a fronte dei molti autori uomini, le donne autrici di resoconti di viaggio restano ancora un numero davvero esiguo. Le ragioni del viaggiare dell’uomo rappresentano di per se stesse una visione filosofica della vita: il viaggio come iniziazione, come fonte di ispirazione per la costruzione della propria visione – anche politica – del mondo, come ricerca di purezza assoluta e contatto con la natura incontaminata, come tramite per il superamento dei propri limiti fisici. E qui si potrebbe aprire un capitolo a parte sui molti viaggi concepiti e percepiti anche e soprattutto come imprese sportive, dalle scalate di alta quota alle traversate a vela in solitaria.

Resta ancora molto da leggere e moltissimo se ne aggiungerà in futuro perché, come nel caso di “Ci sono posti così” di Vio Cavrini, resoconti di viaggio o libri sull’arte del viaggiare se ne scriveranno sempre. In buona sostanza, come scriveva José Saramago:

Il viaggio non finisce mai.
Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.
La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro.
Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.
Bisogna ritornare sui passi già fatti, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.
Il viaggiatore ritorna subito. [da Viaggio in Portogallo, p. 457]
Josè Saramago

 

Potrai trovare gli estratti delle letture e delle musiche degli incontri di “Viaggi di Parole“ sulla pagina YouTube dell’associazione.

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Gli incontri “Viaggi di parole”  si sono tenuti con il patrocinio del Comune di Lugo e l’indispensabile collaborazione della Biblioteca Comunale Fabrizio Trisi, della sua direttrice Luciana Cumino e di tutti i suoi operatori, che ringraziamo. Durante gli incontri, hanno suonato per noi Arianna Bossili all’arpa, Umberto Rinaldi, voce, chitarra e organetto diatonico, Megumi Horie, al pianoforte, ha accompagnato Giorgia Ricci, Federica Roncuzzi, Annalisa Remondini e Susanna Lodolini, allieve della classe di canto di Kelly McClendon alla Scuola di Musica Malerbi di Lugo.

Patrocinio del Comune di LugoBiblioteca Comunale Fabrizio Trisi Piazza Trisi 19 Lugo

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