Libri in navigazione: ritorna “Viaggi di parole” alla biblioteca di Lugo

Venerdì 12 aprile 2019, alle 17.30, alla sala Codazzi della biblioteca Trisi di Lugo terza e ultima tappa della nostra crociera nell’oceano sterminato dei libri di viaggio.

Purtroppo è proprio così: il nostro percorso letterario dedicato ai libri di viaggio volge al termine. Venerdì 12 aprile, “Viaggi di parole” sarà ospite per l’ultima volta della biblioteca comunale Fabrizio Trisi di Lugo. In chiusura, abbiamo scelto di tentare di rispondere ad alcune domande impervie e fondamentali: quanto tempo prima della partenza inizia un viaggio? E quando termina davvero? Ma, soprattutto, attraverso una serie variegata di letture, vorremmo riflettere su quali sono le motivazioni che ci spingono a rimetterci, ogni volta, in cammino. È, dunque, una serata “filosofica” quella che ci attende!

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Prima, però, vorremmo restare ancora per un attimo intrappolati in quell’iperspazio della fantasia a cui abbiamo dedicato il secondo incontro, intitolato “Viaggiando senza viaggiare… fantasia al potere”, durante il quale abbiamo combinato viaggi fantastici di ogni genere: dai semplici vagabondaggi nella fantasia di un bambino, agli itinerari via via più complessi esplorati da fantascienza e meta-letteratura. Anche in questa occasione (come già abbiamo fatto al termine del primo incontro), vorremmo ampliare il ventaglio di suggestioni letterarie uscito dall’incontro suggerendo, oltre ai titoli letti, altri racconti e altre interessanti divagazioni.

Iniziamo con un ripasso dei volumi da cui Giulia ed Elisa, le nostre eclettiche lettrici, hanno tratto i brani proposti nel corso del secondo incontro (l’elenco è già apparso sulla pagina Facebook dell’associazione):

– “Maldindia” di Pierpaolo di Nardo (Polaris Casa Editrice, Maldindia.it);
– “Le città invisibili” di Italo Calvino (Oscar Moderni Mondadori);
– “Viaggio intorno alla mia camera” di Xavier de Maistre (Moretti&Vitali Editori srl);
– “Viaggio allucinante” di Isaac Asimov (Mondadori);
– “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne (edizioni varie);
– “Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati (Oscar Moderni Mondadori);
– “Viaggio al centro della terra” di Jules Verne (edizioni varie);
– “Se una notte d’inverno un viaggiatore“ di Italo Calvino (Oscar Moderni Mondadori).

Abbiamo iniziato il nostro viaggio letterario dall’atlante o, meglio, dal fantastico viaggio di Pierpaolo di Nardo, l’autore di Maldindia (Polaris Casa Editrice), che, bambino, immagina fantastici viaggi vagando, in compagina di Ascoli il cammello di plastica del presepe, tra le pagine dell’atlante. Secondo la definizione del vocabolario, “l’atlante non è altro che una raccolta sistematica di carte geografiche per consultazione e studio; il nome atlante deriva dal titolo dato alla raccolta di carte geografiche (1595) del cartografo fiammingo G. Mercatore, per la figura del gigante Atlante [che regge il mondo sulle proprie spalle] rappresentata sul frontespizio.“ Ormai, abituati ai navigatori dei nostri smartphone e alla puntuale visione satellitare del mondo offerta da Google Maps , sono pochi quelli di noi che viaggiano ancora sull’atlante per conoscere il mondo e orientarvisi. Tuttavia, le mappe geo-tematiche sono ancora fondamentali, non tanto forse per conoscere il mondo, quanto per capirlo a fondo. Il mio consiglio non è, però, di acquistare un atlante, che diventerebbe obsoleto a breve, vista la velocità con cui il mondo cambia in questi anni! Consiglio invece l’interessante e aggiornatissimo magazine geo-politico Dietro le mappe ( o Les dessous des cartes nella versione originale francese) in onda ogni settimana con pillole da 12′ e argomenti sempre diversi sul canale satellitare franco-tedesco Arte e visibile sul web nella versione sotto-titolata in italiano.

Dell’atlante discutono anche Marco Polo e Kublai Khan, in uno dei dialoghi immaginati da Italo Calvino ne Le città invisibili (Oscar Moderni Mondadori) Si tratta di un libro molto particolare, costituito da una serie di blocchi narrativi indipendenti inseriti all’interno di una conversazione che avviene tra Marco Polo, il narratore, e Kublai Khan, il destinatario della narrazione. La descrizione delle città, le cui particolarità sono colte dal solo Marco Polo, è suggestiva: ognuna ha il nome di una donna e corrisponde a una tematica particolare. Elisa ha scelto di leggerci Despina, la città che rappresenta il desiderio per chi vi si avvicina, e Bauci, che è una città moderna, quasi futuristica; attenta a non calpestare ciò a cui ha ceduto il posto. Calvino è qui un cultore dei viaggi immaginifici, ognuna delle sue città è un miracolo di finezza intellettuale e fantasia. Ma altrettanta forza e spregiudicatezza intellettuale e letteraria utilizza Jack London per caratterizzare il protagonista del suo ultimo romanzo, Il vagabondo delle stelle (Adelphi) che, con feroce autodisciplina, riesce a trasformarsi in un moderno sciamano che attraversa le barriere del tempo come muri di carta.

Voyage autour de ma chambre (Moretti&Vitali Editori) di Xavier de Maistre  è stato scritto tra il 1790 e il 1794. In 42 brevissimi capitoli, tanti quanti sono i giorni di clausura forzata del protagonista, Xavier de Maistre percorre in lungo, in largo e in diagonale, zigzagando e facendo spesso camminare sulle gambe posteriori la poltrona da cui non ama scollarsi, i 36 passi di lato della sua stanza quadrata, commentando mobili e oggetti e richiamando vecchi ricordi. L’opera di De Maistre è, in primo luogo, una parodia dei “quaderni di viaggio”, resoconti scritti dai viaggiatori durante il “grand tour” in Italia allora tanto in voga. Tuttavia, al suo interno contiene anche un’intuizione profonda e suggestiva: che il piacere del viaggio dipenda forse più dall’atteggiamento mentale con cui partiamo che non dalla destinazione scelta. Ma restando alle parodie del grand tour di settecentesca memoria, come non ricordare I viaggi di Gulliver (Oscar Classici Mondadori) di Jonathan Swift? Il libro si presenta come una parodia non solo dei libri di viaggio tanto in voga nel ‘700, ma anche della società di allora, con tutti i suoi vizi: l’intolleranza, la corruzione, l’avidità, l’ipocrita fiducia nella scienza come soluzione dei mali causati dall’uomo, tutti tanto attuali anche oggi.

Fantastic Voyage, e quindi proprio “viaggio fantastico” nell’originale inglese, tradotto in italiano con il titolo Viaggio allucinante (Mondadori), è uscito in libreria nel 1966. Il romanzo, commissionato a Isaac Asimov  dalla Bantam Books, venne pubblicato 6 mesi prima dell’uscita del film omonimo, per questo viene ritenuto erroneamente che il film sia tratto dalla storia di Asimov, e non viceversa. Asimov, qui come nelle sue narrazioni maggiormente originali, resta uno dei capisaldi della fantascienza classica, anche se ora forse meno letto e apprezzato di un tempo. Tuttavia la sua trilogia dedicata alla Fondazione (Oscar Fantastica Mondadori) con il suo impero galattico in dissoluzione e i suoi viaggi attraverso galassia e iperspazio è sicuramente da annoverare tra i grandi classici della fantascienza, generatrice di molto dell’immaginario a venire, anche cinematografico e televisivo: da Guerre Stellari di George Lucas alla fortunata serie televisiva Star Trek.

Da un autore come Asimov, considerato un pilastro della “fantascienza classica”, passiamo a un classico tout-cour, a quel Jules Verne che della fantascienza è, del tutto a ragione, considerato il precursore, il vero padre fondatore di quella che è chiamata “fantascienza scientifica”. Tra le sue opere i viaggi abbondano: noi abbiamo scelto di leggere Viaggio al centro della terra (nell’originale francese Voyage au centre de la Terre), scritto nel 1864, e 20.000 leghe sotto i maridedicato al viaggio sottomarino. Ma altri titoli non mancano: Dalla terra alla luna, Il giro del mondo in 80 giorni, Intorno alla luna, Cinque settimane in pallone, tanto che l’intera serie di romanzi di Verne dedicata ai Viaggi straordinari (Voyages extraordinaires nell’originale francese) conta ben 54 titoli. Restando a Viaggio al centro della terra, che narra di un viaggio fantastico nelle profondità inesplorate del pianeta, possiamo individuarlo anche in questo caso come un precursore di molta letteratura fantastica a venire, uno dei primi esempi del filone avventuroso del “mondo perduto” (un solo esempio fra tutti di un diretto discendente cinematografico è la fortunata serie Jurassic Park di Steven Spielberg). Ma Jules Verne prende ispirazione anche da autori precedenti: l’Edgar Allan Poe della raccolta di racconti I viaggi immaginari (pubblicati sotto questo titolo da Gargoyle Books), ad esempio, che anticipa in alcuni dei propri racconti quella tipica commistione di elementi scientifici e immaginari che caratterizza lo stesso Verne. E, senza apparire blasfemi, come non citare anche lo stesso Dante, con la sua discesa nell’Inferno della Divina Commedia?

Dal fantastico della fantascienza, Elisa ci ha fatto ripiombare nel fantastico mentale de Il deserto dei tartari di Dino Buzzati (Oscar Moderni Mondadori).  Già l’incipit del romanzo si riferisce al viaggio: “Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione.”  Ma la Fortezza Bastiani, avamposto in una landa desertica senza strade militari di accesso, resterà anche l’ultima destinazione della vita di Giovanni Drogo. Persi in questo luogo smarrito nel tempo e nello spazio, gli uomini attendono l’arrivo di un fantomatico nemico, che però non si manifesta mai, mettendo in scena un metaforico viaggio nella stessa vita che si conclude, come per ogni vita individuale, con la morte del protagonista. Ma il viaggio, soprattutto quello in treno, sempre interpretato in chiave simbolica, è protagonista di molti altri racconti di Buzzati, come Direttissimo o Qualcosa era successo. I racconti di Dino Buzzati sono stati ripubblicati recentemente negli Oscar Mondadori con il titolo Sessanta racconti .

Non ci resta, ora, che terminare proprio con Italo Calvino, con cui Elisa aveva cominciato le nostre letture. Se una notte d’inverno un viaggiatore (Oscar Moderni Mondadori) ci conduce all’interno di un “gioco”, di un viaggio meta-linguistico all’interno della letteratura stessa. Calvino disse del suo libro: «È un romanzo sul piacere di leggere romanzi; protagonista è il Lettore, che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l’inizio di dieci romanzi d’autori immaginari, tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro.» Protagonista del libro un anonimo viaggiatore: di lui sappiamo solo che è caratterizzato dalla seconda persona maschile, che va in libreria a cambiare il libro male impaginato, che corteggia una lettrice, che prende l’aereo, il treno ecc. Ricordandoci in questo altri viaggiatori letterari scarsamente caratterizzati, come lo Josef K. protagonista de Il processo di Franz Kafka (Einaudi Classici), costretto per l’intero libro a vagabondare per una città claustrofobica e notturna all’inutile ricerca di prove a discolpa di un delitto che non conosce e non sa di avere commesso.

Direi di avere già scritto (e consigliato) anche troppo per cui ora non ci resta che leggere… leggere… leggere! Cosa che noi faremo per voi, un’ultima volta,  venerdì 12 aprile, sempre alle 17.30, presso la biblioteca Fabrizio Trisi di Lugo. Questa volta, dulcis in fundo, ci cimenteremo con un po’ di filosofia… filosofia del viaggio, naturalmente. E per rendere il tutto ancora più gradevole e soffice, Arianna Bossili e la sua arpa fungeranno da magico sottofondo alle parole, per aiutarci a sperimentare un completo connubio tra musica e letteratura! Per cui, non potete mancare!

Gli incontri “Viaggi di parole”  si tengono con il patrocinio del Comune di Lugo e l’indispensabile collaborazione della Biblioteca Comunale Fabrizio Trisi. Ci preme ringraziare la direttrice Luciana Cumino e tutto il personale della biblioteca per la magnifica accoglienza e il delizioso e funzionale spazio della Sala Codazzi che hanno preparato per noi. Inoltre, un grazie va alla voce e alla chitarra di Umberto Rinaldi che ci ha tenuto compagnia cantando di altri viaggi nella fantasia. E grazie, naturalmente, anche a tutto l’interessato pubblico presente!

Patrocinio del Comune di LugoBiblioteca Comunale Fabrizio Trisi Piazza Trisi 19 Lugo

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