Libri ancora in partenza! Seconda tappa di “Viaggi di parole” alla Trisi di Lugo

Venerdì 29 marzo 2019, alle 17.30, alla sala Codazzi della biblioteca Trisi di Lugo inizierà una nuova traversata nel grande mare dei libri di viaggio.

Saremo nuovamente ospiti della biblioteca comunale Fabrizio Trisi di Lugo per il secondo incontro di “Viaggi di parole”, il nostro nuovo percorso letterario dedicato ai libri di viaggio. Anche questa volta, abbiamo scelto di leggere brani di libri noti e meno noti, ma sempre fedeli al titolo che abbiamo scelto per la serata: “Viaggiando senza viaggiare… fantasia al potere”!

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Ma prima di riprendere il nostro “Viaggio di parole” attraverso l’iperspazio della fantasia, c’è venuta voglia di ritornare per un attimo indietro, a quella “via della seta: in viaggio verso un oriente”  che è stato il tema del primo incontro di lettura. Perché un’ora non è certo sufficiente a contenere tutte le migliaia di pagine scritte sull’argomento e, come una ciliegia ne tira un’altra, così ogni riga letta ne tira altre e, di suggestione in suggestione, ogni racconto di viaggio può suggerire altri racconti e ogni lettura altre letture.

Un elenco completo dei volumi da cui le nostre valorose lettrici, Giulia ed Elisa, hanno tratto i brani letti nel corso del primo incontro,  è già apparso sulla pagina Facebook dell’associazione ma lo ripetiamo volentieri:Le lettrici dell'associazione culturale viviamo le parole
– “Il milione” di Marco Polo (Edizioni varie);
– “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani (TEA Libri);
– “L’odore dell’India”  di Pier Paolo Pasolini (Garzanti Libri);
– “In Patagonia” di Bruce Chatwin (Adelphi Editore);
– “Una Colombia. Canzone del viaggio profondo” di Alberto Bile (Polaris Casa Editrice);
– “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad (Edizioni varie);
– “Il gatto buddhista“ di Vio Cavrini (Polaris Casa Editrice
).

Possiamo dire che ce n’è davvero per tutti i gusti. Non solo viaggio verso oriente, ma in tutto il Sud del mondo, seguendo l’aspirazione, che ebbe la sua massima diffusione per tutto l’ottocento e il novecento, verso un mondo “altro”, “estraneo” alla cultura e sensibilità occidentale, vagheggiato perché percepito come più ricco di sensazioni ed emozioni.

Giulia ha aperto il nostro “viaggio di parole” leggendo una poesia di Costantino Kavafis, Itaca, perfetta con il suo augurio iniziale a che il viaggio sia lungo e ricco in avventure e in esperienze:

Quando ti metterai in viaggio per Itaca 
devi augurarti che la strada sia lunga, 
fertile in avventure e in esperienze. 
I Lestrigoni e i Ciclopi 
o la furia di Nettuno non temere, 
[...]
Devi augurarti che la strada sia lunga. 
Che i mattini d'estate siano tanti 
quando nei porti - finalmente e con che gioia - 
toccherai terra tu per la prima volta: 
negli empori fenici indugia e acquista 
madreperle coralli ebano e ambre 
[...]

La poesia completa si trova facilmente in rete, come altri versi di Costatino Kavafis, poeta appartenente alla comunità greca di Alessandria d’Egitto, e dunque già per nascita prossimo a quell’orizzonte esotico e lontano di empori fenici su cui indugia la poesia. di Ersi Sotiropoulos protagonista il poeta Costantino Kavafis Fa quasi sorridere il pensiero che il poeta Kavafis, che augura al suo lettore “di non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni” è un uomo che in realtà ha viaggiato pochissimo, come racconta un libro, appena uscito, della traduttrice greca Ersi Sotiropoulos, Cosa resta della notte, (Nottetempo editore). Il racconto è ambientato durante l’unico lungo viaggio di piacere in Europa, intrapreso dal giovane Kavafis, poeta ancora immaturo e mediocre, che nel giugno del 1897 trascorre tre giorni a Parigi prima del ritorno ad Alessandria.

È con Marco Polo e il suo Il Milione che l’oriente entra di diritto nell’immaginario collettivo dell’Occidente come luogo mitico, esotico, meraviglioso, che può rappresentare un’alternativa reale al mondo occidentale perché il cronista Marco, mentre  sfata le antiche credenze di bestie mitologiche e mostruose creature che l’oriente antico conteneva, ce lo presenta come una realtà credibile e verosimile, di cui l’Occidente subirà una quasi millenaria fascinazione. E dopo Marco, i resoconti di viaggi a oriente si sono susseguiti, reali o immaginari, fino agli anni più recenti. Si arriva così  al romanzo Seta di Alessandro Baricco (Universale Economica Feltrinelli) che ci porta in viaggio fino al Giappone di fine ottocento o, con un’incursione nel cinema, all’incredibile storia, raccontata nel recentissimo docu-film Arrivederci Saigon da Wilma Labate, del viaggio di quattro ragazze toscane, tre delle quali all’epoca ancora minorenni, fondatrici di una delle rarissime girl band italiane degli anni ’60, le Stars, che si ritrovarono loro malgrado a esibirsi per tre mesi davanti ai soldati di stanza nelle basi USA durante la guerra del Vietnam.

Giulia Reina legge letteratura di viaggio in biblioteca

Dal Vietnam – e dalla sua guerra – inizia anche la lunga vita in Oriente di Tiziano Terzani, un’esistenza interamente spesa a documentarne i cambiamenti e la storia non solo attraverso i libri, ma anche con le fotografie, come racconta il bellissimo libro fotografico Un mondo che non esiste più (Longanesi) curato dal figlio Folco, che ha vissuto tutta l’infanzia e l’adolescenza in oriente al seguito del padre, giornalista del settimanale tedesco Der Spiegel. Di Tiziano Terzani noi abbiamo scelto di leggere pagine da Un indovino mi disse, ma i suoi libri di viaggio sono innumerevoli. Da Buonanotte Signor Lenin (Longanesi) – che narra  il viaggio di Tiziano Terzani all’interno dell’Unione Sovietica mentre è in atto la sua dissoluzione – all’ultimo  La fine è il mio inizio, in cui racconta di tutta una vita trascorsa a viaggiare per il mondo alla ricerca della verità. Fino al ritiro, malato, nel suo rifugio di quiete nell’Himalaya. Da lì all’India il passo è breve e, a proposito di Varanasi, Giulia ci ha letto il commovente racconto “Vite in attesa”, tratto da “Il gatto buddhista” di Vio Cavrini (Polaris).

E in India, nel 1961, con il pretesto di partecipare ad un convegno per il centenario della nascita del famoso poeta Rabindranath Tagore, si recarono Pier Paolo  Pasolini e Alberto Moravia, inaugurando inconsapevolmente una nuova stagione di viaggi nel  subcontinente indiano.  Proprio a partire dagli anni ‘60, infatti, poeti, narratori, registi, musicisti, fotografi, artisti e figli dei fiori si recarono in India alla ricerca di un’esperienza mistica, fino al famosissimo soggiorno dei Beatles presso l’ashram del Maharishi nel 1968. Le due narrazioni di Pasolini, ne L’odore dell’India (Garzanti), e Moravia,  in Un’idea dell’India (Bompiani), sono apparentemente antitetiche già dai titoli, ma sono in realtà complementari: l’una filtrata attraverso lo sguardo sognante del poeta, l’altra radiografata dallo sguardo asciutto e oggettivo del reporter.

Ma esotismo non è solo oriente: non per niente Coleridge e Melville, per significare qualcosa di estremo, indicavano la Patagonia. Proprio in Patagonia si sarebbe spinto Bruce Chatwin a metà degli anni ’70, lasciandoci sulle pagine di In Patagonia (Biblioteca Adelphi) il racconto di una natura che ha l’astrattezza e l’irrealtà di ciò che è troppo reale, da sempre disabituata all’uomo, e dall’altro lato un arcipelago di vite e di casi molto più sorprendente di quel che ogni esotismo possa lasciare immaginare. L’intero Sud America è ricchissimo di viaggiatori e delle loro storie. La Colombia per esempio – di cui abbiamo letto qualcosa attraverso le pagine piane e quasi documentaristiche di un giovane viaggiatore, Alberto Bile, innamorato del paese sud-americano in Una Colombia (Polaris) – è anche il paese di uno scrittore visionario e poetico come Gabriel Garcia Marquez: come dimenticare il viaggio fondativo della città di Macondo in Cent’anni di solitudine  o i viaggi magici e sognanti di Florentino Ariza, poeta e proprietario della Compagnia Fluviale del Caribe, lungo il fiume che da Cartagena porta all’interno del paese in L’amore al tempo del colera (entrambi i romanzi di Marquez sono disponibili in ebook per Oscar Mondadori)?

Resta l’Africa di cui abbiamo letto da Cuore di tenebra di Joseph Conrad, ma mi accorgo, come ogni volta che si consigliano libri da leggere, di avere parlato (e di conseguenza scritto) troppo! Ma come non citare almeno, restando in tema di colonialismo – italiano in questo caso – Point Lenana (Einaudi SuperET) scritto da Roberto Santachiara, membro del padanissimo collettivo Wu Ming, ricco di viaggi, scalate e ascensioni in alta quota, o La mia Africa di Karen Blixen (ormai uscito di catalogo), da cui ormai molti anni fa fu tratto un bellissimo film.

Direi di avere già scritto (e consigliato) anche troppo! Meglio passare all’azione  e alla lettura, quindi. Per cui vi aspettiamo venerdì 29, sempre alle 17.30 presso la biblioteca Trisi di Lugo, per iniziare assieme un nuovo viaggio attraverso… i viaggi fantastici. Ci accompagneranno, questa volta, la voce e la chitarra di Umberto Rinaldi.

Gli incontri “Viaggi di parole”  si tengono con il patrocinio del Comune di Lugo e l’indispensabile collaborazione della Biblioteca Comunale Fabrizio Trisi. Ci preme ringraziare la direttrice Luciana Cumino e tutto il personale della biblioteca per la magnifica accoglienza e il delizioso e funzionale spazio della Sala Codazzi che hanno preparato per noi. Inoltre, un grazie va alla pianista Megumi Horie e alle quattro cantanti della classe di canto di Kelly McClendon alla  Scuola di Musica Malerbi di Lugo – Giorgia Ricci, Federica Roncuzzi, Annalisa Remondini e Susanna Lodolini – che ci hanno accompagnato nel corso della prima serata. E grazie, naturalmente, anche a tutto il folto e interessato pubblico presente!

Patrocinio del Comune di LugoBiblioteca Comunale Fabrizio Trisi Piazza Trisi 19 Lugo

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