I nostri “Viaggi di carta” sono giunti in porto!

Venerdì 4 maggio, il caffè Nove100 di Faenza ha ospitato “Viaggi di carta”, il secondo e ultimo dei nostri incontri in giro per il mondo attraverso le pagine dei libri.

In attesa di rivederci – magari nel prossimo autunno con un nuovo format – pubblichiamo qualche estratto – anche video – e qualche informazione sui libri letti l’altra sera.

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In questo articolo trovate l’elenco dei libri che Giulia ed Elisa (nella fotografia qui a fianco) hanno letto per voi venerdì 4 maggio e anche un’estratto video della serata! Ma, prima, ci preme ancora ringraziare le ragazze del caffè Nove100 di Faenza per il delizioso spazio che ci hanno messo a disposizione al piano interrato del locale e di cui ci piacerebbe molto poter usufruire ancora in futuro!

Le città invisibili di Italo Calvino letto a Caffè Nove100Anche questa volta siamo partite da un grande scrittore, anche se le città reali presenti nel suo testo sono scomposte e trasformate in chiave onirica, mentre sono molte le città simboliche e surreali che lo animano e che lo scrittore trasforma in archetipi moderni. Stiamo parlando de “Le città invisibili” di Italo Calvino (Oscar moderni Mondadori), che si presenta come una serie di relazioni di viaggio che Marco Polo fa a Kublai Kan, imperatore dei Tartari. Tra tutte Elisa ha scelto di leggere le righe, piene della poesia del ricordo, che Marco dedica a Venezia.

Dai viaggi di Marco Polo immaginati da Italo Calvino, siamo passate ad altri ricordi,  del tutto reali questa volta, contenuti nei diari di viaggio di Vio Cavrini raccolti ne “Il gatto buddhista”. Il libro è pubblicato da Polaris, la casa editrice tutta faentina specializzata in narrativa di viaggio che abbiamo voluto nostra ospite in queste serate di “vagabondaggio” tra le pagine dei libri. Come abbiamo fatto al termine del primo incontro, abbiamo lasciato a Giulia Reina, una delle nostre lettrici, l’incombenza di recensire i libri di Polaris letti nel corso della serata.

Il gatto buddhista di Voi Cavrini letto a Caffè Nove100“Il gatto buddhista e altri racconti di viaggio” di Vio Cavrini (Casa editrice Polaris)
Questo è un libro morbido. Morbido come l’accarezzare i “gatti saltanti” del Monastero dei gatti saltanti in Birmania. L’autore, con uno scrivere avvolgente, ci porta in Grecia sul Monte Athos a “vedere” una biblioteca con più di trentamila manoscritti, oppure in “Mauritania a Chinguetti, dove soffia sempre il vento”, vento del deserto, dove in un bar si possono trovare 30 manoscritti antichissimi, di prima dell’era della stampa, e scoprire che lì le biblioteche sono nomadi e i libri viaggiano sulle selle dei cammelli. I diari di viaggio hanno per protagonisti riti unici, quali l’ultima cerimonia nel Gange, e riti di conoscenza. Francia, Argentina, California: poche righe che descrivono un’emozione; emozione che l’autore riporta sovente su di sé, sulle sue abitudini e ricordi; ricordi che vanno in primis alla “grande casa” da cui ha cominciato, bambino, il suo viaggio. (Giulia Reina)

Copertina de La coppa di Apollo di Mishima YukioSiamo poi ritornate a “La coppa di Apollo” (Leonardo Editore Milano), il libro di Yukio Mishima, pubblicato per la prima volta nel 1967, con cui avevamo terminato le letture dell’incontro precedente. Per saperne di più sul libro, e anche sulle altre letture scelte per il primo incontro, potete andare all’articolo del blog che gli abbiamo dedicato! L’articolo di Mishima che Elisa ha letto questa volta è dedicato a New York, che l’autore riesce a “toccare” attraverso le lampadine di un’insegna al neon.

Bracconiere di emozioni di Michele Dalla Palma letto a Caffè Nove100“Bracconiere di emozioni” di Michele Dalla Palma (Casa editrice Polaris)
Si tratta del libro di un uomo “cosciente della mia animalità, che si esprime in un carattere selvatico […] mi sento completamente a mio agio in questo universo per altri ostile”. L’autore ci porta a vivere emozioni fortissime sui “sentieri di pietra, ghiaccio e nuvole del K2” oppure ai confini del Mondo a Capo Horn. Con lucidità e chiarezza viaggia anche nel tempo. Molti sono i racconti di viaggio nella stessa località, ma in anni diversi. L’autore coglie – “bracca” – attimi da tutto il mondo e, dopo averlo esplorato per anni, si accorge con amarezza che “ho già visto scomparire troppe cose”. Il viaggiatore-lettore potrà appoggiarsi sulle “ali della farfalla guadalupegna, che poggia su due placche terrestri diverse che danno anche climi diversi”. Questa diversità è la ricchezza del libro, che fotografa con lucidità paesaggi, storie di guerre, storie di terre e ne “bracca” le relative emozioni.  (Giulia Reina)

Quando la tua faccia comincia a somigliare alla foto sul passaporto è ora di tornare a casa di Erma Bombeck letto a Caffè Nove100Siamo poi passati a un libro che, già a cominciare dal titolo, suggerisce la sua natura di epopea tragicomica sul rito delle grandi vacanze annuali: “Quando in vacanza la tua faccia comincia a somigliare alla foto sul passaporto è ora di tornare a casa” di Erma Bombeck (Tascabili Sonzogno). Tra le avventure che capitano alla protagonista e alla sua famiglia, che si vede costretta a difendersi e sopravvivere a roulotte, crociere, viaggi organizzati, discese in gommone sui fiumi e molto altro ancora, abbiamo riso di quella indonesiana, in cui il pericolo è rappresentato dalla caotica circolazione automobilistica che invade le strade del paese.

Una Colombia canzone del viaggio profondo di Alberto Bile letto a Caffè Nove100“Una Colombia Canzone del viaggio profondo” di  Alberto Bile (Casa editrice Polaris)
Il libro è una guida ai suoni, alle parole, ai profumi, ai volti e ai poeti della Colombia. In questo paese “i poeti hanno fatto rivoluzioni”, “liberali e conservatori si sono sparati addosso per mezzo secolo […] Ma oggi, miracolo e ostinazione, la guerra è finita, le armi sono state deposte, c’è la pace dei coraggiosi.” Alberto Bile racconta con poesia e meraviglia ogni incontro. Di ogni persona evidenzia il presente alla luce del passato prossimo della guerra, che ha lasciato segni forti nelle vite dei sopravvissuti; sopravvissuti grazie all’amore per la poesia e la musica. I paesaggi sono descritti, ma restano sempre di sfondo alle grandi atmosfere create dal carisma delle persone che l’autore incontra. Persone, “donchisciotte indifferenti al denaro e decisi a non far morire la parola scritta”. Alberto Bile ci fa conoscere anche la Colombia turistica, ricca, dalla quale rifugge per andare sempre a cercare le radici, l’essenza che in questo paese si chiama musica e poesia.  (Giulia Reina)

Il turista nudo di Lawrence Osborne letto a Caffè Nove100Abbiamo terminato le letture con un finale o, meglio, il finale di “Il turista nudo” di Lawrence Osborne (Adelphi Editore). La ricerca di un altrove incontaminato è una delle fissazioni più antiche e perniciose cui vada soggetta la mente occidentale. Ma se nelle forme lievi può essere lenita grazie alle cure dell’industria turistica, in quelle virulente va curata alla radice, come tenta di fare qui Lawrence Osborne – pur sapendo che, per quanto lontano uno fugga, troverà sempre un tour operator ad aspettarlo. Eppure, il libro riesce ugualmente a comunicare al lettore la stessa, irrefrenabile smania di viaggiare comunque dell’autore, anche in un mondo che stiamo trasformando nell’allucinata e pacchiana caricatura delle nostre fantasie, e termina con un imperativo, che è anche un invito a riprendere il viaggio in ogni caso:

“Eppure viaggiare bisogna. L’anno prossimo, ormai ho deciso, andrò in Madagascar, perché non ci sono mai stato, neanche una volta, e perché ormai ci vanno tutti. C’è persino un Hilton, che dà su un certo lago Anosy. Comunque vada l’anno prossimo, mi ripetevo […], sarò da un’altra parte.”

 

Un ultimo pensiero e ringraziamento va al pubblico di entrambe le serate e, in particolare, a Maria Laura, Lisa, Camilla e Annalisa che, alla fine della serata, hanno condiviso con noi i loro  “viaggi di carta”, che spaziano dall’Odissea (archetipo di ogni viaggio dagli albori della storia della letteratura) al viaggio alla scoperta del quotidiano della Romagna in compagnia di Eraldo Baldini, senza tralasciare i grandi viaggi di Tiziano Terzani o “In Patagonia” di Bruce Chatwin, suggerito da Daniele Bosi, il nostro editore ospite. Speriamo di rivederli in autunno, magari per leggere di nuovo, condividendo questa volta tutti insieme, i libri del nostro immaginario “in cammino”.

Gli incontri “Viaggi di carta”  si sono tenuti con il patrocinio del Comune di Faenza.

 

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