Una valigia, tante valigie… un viaggio, tanti viaggi… anche di carta!

Venerdì 4 maggio, il caffè Nove100 di Faenza ospita “Viaggi di carta”, il secondo dei nostri venerdì in giro per il mondo attraverso le pagine dei libri.

Anche questa volta, leggeremo per voi pagine dedicate al viaggio, tratte da libri noti e meno noti: viaggi intrapresi per libera scelta, spinti dalla curiosità o dal piacere dell’avventura.

Azione teatrale sul viaggio di migrazione

Però, prima di partire sulle pagine dei libri che abbiamo scelto per la nostra seconda serata di letture al caffè Nove100, qui sul blog vorremmo ritagliare un poco di spazio per ricordare che non tutti i viaggi sono liberi, né vengono intrapresi per scelta o per piacere. Esistono viaggi che assomigliano molto di più a fughe, intrapresi per lasciarsi alle spalle la fame, la povertà, la guerra…

Lo spunto per questa riflessione è uno spettacolo, conclusivo di un laboratorio sociale partecipato dal titolo “Senza confini”, organizzato a Faenza dal Teatro Due Mondi. Al laboratorio partecipano, in egual misura, faentini e migranti, quasi tutti rifugiati in attesa di veder accolta o respinta la loro richiesta di asilo. Nelle loro azioni pubbliche, come quella che si è tenuta la mattina del 1° maggio, in piazza del Popolo a Faenza, l’argomento di riflessione è quasi obbligatoriamente il viaggio e questa volta la piazza era, infatti, piena di valigie. Vecchie valigie dismesse, simili a quelle con cui noi abbiamo arredato la saletta interrata che ci è stata messa a disposizione dalle ospitalissime ragazze del caffé Nove100.

Come hanno scritto quelli del Teatro Due Mondi su Facebook, nel post di presentazione dello spettacolo: «Quanti italiani hanno lasciato e lasciano casa per cercare lavoro e fortuna in un altro paese? E quanti oggi arrivano in Europa per cercare sicurezza, lavoro e fortuna? Parlare con consapevolezza del diritto a “emigrare”, che muove milioni di persone che lasciano fame, povertà e guerra vuole dire ricordare anche i viaggi dei nostri nonni, dei padri e delle madri che sono partiti dalla nostra terra». Viaggi dunque, ma non di carta – se non quella delle lettere a casa che sono state lette durante lo spettacolo – questo è certo.

Tante valigie, dunque, unico materiale di scena di cui gli interpreti si sono serviti. Valigie lanciate, accatastate, prese e lasciate, portate in circolo e usate. Valigie trasformate in barricate dietro cui difendersi. Noi di questo tipo di valigie non abbiamo letto, nel corso del nostro primo incontro al caffè Nove100, e non so nemmeno se leggeremo qualcosa nel corso del secondo incontro. Per cui spero che Arianna Bossili, un’amica e ottima scrittrice, mi perdoni se ora, qui, citerò qualche frase da un suo commovente racconto sull’argomento. A parlare in prima persona è uno scafista, un traghettatore d’uomini, novello caronte che con la sua barca attraversa un braccio di mare che diviene spartiacque, spesso, tra due rive infernali. Diverse, sì, ma ugualmente infernali:

«Farà meno scalpore arrivare in pochi. In occidente contano solo i grandi numeri, e “meno quattro” – no, “meno cinque” – non si tratta di una cifra degna di attenzione. È per questo che è meglio farsi pagare prima, prima di dissipare i propri quattrini in mare. Sciagurati, cosa vi aspettate dall’Europa? State zitti, non urlate. Clemenza, asilo, speranza? Forse ve lo meritate davvero di cadere qui, in questo territorio asettico, al confine tra un mondo e l’altro, dove finalmente tornerete a essere ciò che siete veramente e cioè nessuno, prima ancora di diventare la zavorra di qualcuno. Se la caveranno con qualche frase compassionevole, preceduta da un paio di patetici cancelletti. Lo faranno a tempo perso, per darsi rilevanza, per sentirsi diversi, ma quando vi incontreranno storceranno il loro naso raffinato, più stretto del vostro (e quindi migliore), meno scuro, meno sporco e si volteranno dall’altra parte, verso le vetrine addobbate con quelle graziose luminarie natalizie che tanto ricordano le luci della città.» (AA.VV., Intorno a noi tutto scriveva, Società Editrice «Il Ponte Vecchio», Cesena 2016)

Vi ricordo che trovate tutte le informazioni sui libri letti nel corso del primo incontro in un nostro precedente articolo, i video e le fotografie della serata sulle pagine Facebook e YouTube di ViviAmo le Parole!

Gli incontri “Viaggi di carta”  sono tenuti con il patrocinio del Comune di Faenza e la collaborazione del caffè Nove100 di Faenza. Ospiti speciali delle serate i libri della casa editrice faentina Polaris.

 

L'articolo ti ha interessato? Hai domande? Saremo contente di leggere i tuoi commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.