I “Viaggi di carta” al Caffè Nove100 di Faenza sono partiti!

Venerdì 20 aprile, il caffè Nove100 di Faenza ha ospitato “Viaggi di carta”, il primo dei nostri venerdì in giro per il mondo attraverso le pagine dei libri.

In attesa di rivederci venerdì 4 maggio per un nuovo “viaggio di carta”, pubblichiamo qui qualche estratto – anche video – e qualche informazione sui libri letti l’altra sera.

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Come il nostro pubblico ci ha chiesto, in questo articolo trovate l’elenco dei libri che Giulia ed Elisa (comodamente in poltrona nella fotografia qui a fianco!) hanno letto per voi venerdì scorso e anche un’estratto video della serata. Ma, prima, ci preme ringraziare le ragazze del caffè Nove100 di Faenza per la magnifica accoglienza e il delizioso spazio che ci hanno messo a disposizione al piano interrato del locale. 

 

Copertina di Anatomia dell'irrequietezza di Bruce Chatwin

Siamo partiti da un grande viaggiatore, Bruce Chatwin e dal suo libro “Anatomia dell’irrequietezza” (Adelphi Editore). Per i lettori che conoscono e amano Bruce Chatwin Anatomia dell’irrequietezza è una sorta di breviario, per quelli che hanno meno familiarità con l’opera del grande vagabondo sarà un’introduzione alle sue esperienze e alle sue idee, un viaggio con Chatwin alla scoperta di Chatwin. E anche alla scoperta del viaggio e del “perché si viaggia”, che potrebbe anche rappresentare il sottotitolo della nostra prima serata di letture.

Da Chatwin a un altro “grande” viaggiatore, anche se forse non così famoso. Un viaggiatore, soprattutto, innamorato dell’India, Pierpaolo di Nardo. Il suo libro, “Maldindia”, è stato pubblicato da Polaris, una casa editrice tutta faentina, specializzata in narrativa di viaggio, che abbiamo voluto nostra ospite in queste serate di “vagabondaggio” tra le pagine dei libri. Abbiamo lasciato a Giulia Reina, una delle nostre lettrici, l’incombenza di recensire i libri di Polaris letti nel corso della serata.

Copertina di Maldindia di Pierpaolo di NardoMaldindia” di Pierpaolo di Nardo (Casa editrice Polaris)
Si tratta di un libro in cui si incontra l’identità di un popolo, sempre che per identità si intenda la “conoscenza della propria storia, il posto in cui sei nato, avere radici che vanno lontano, rispetto per gli anziani, rispetto per la fatica”. Vi si vive l’emozione di stare fermo a un semaforo insieme a un elefante, di giocare con la propria ombra in un pozzo nel mezzo del deserto, di perdersi nell’ombra e nel sole e non rendersi conto che è già sera, di alzarsi con “la luce dell’alba in mezzo al niente della campagna”, con “la bruma mista ai tizzoni fumanti dei fuochi”. Nel libro si sta a contatto con il karma dell’autore: karma ovvero “un seme nascosto dentro” che “prima o poi germoglia”. Un karma che lo ha portato in India per la prima volta a 25 anni. Lo ha portato ad avvicinarsi a un popolo che “sente le cose senza chiedersi perché: le vive”. Questa è la magia di questo libro. Leggendolo si vive un popolo, si perde per un attimo la propria identità e si diventa un altro popolo. “Abbiamo esplorato tutto: le foreste più impenetrabili, i deserti più nascosti […] fotografato tutto.” Il solo viaggio che ci resta da fare è un viaggio dentro di noi. “E l’India è lì per questo.” (Giulia Reina)

Copertina di Sensi di viaggio di Marco Aime

La Scozia e il Marocco, l’Ecuador e Jaipur, il Mali e il Benin, ma anche  “le miserie putride e gli splendori dell’India”, sonoraccontati nel libro “Sensi di Viaggio” (Ponte alle Grazie editore) di Marco Aime, che è antropologo e viaggiatore. Aime, nei suoi racconti, descrive con occhio limpido paesaggi, atmosfere, persone, sensazioni, emozioni: parla di sé e parla di noi, umanità in viaggio. E una prefazione proprio di Marco Aime ha il libro di Anna Maspero che abbiamo letto poi. Di “Il mondo nelle mani”, Aime dice: “Come ogni vero viaggio dovrebbe essere, questo libro è un work in progress..”

Il mondo nelle mani di Anna Maspero copertina“Il mondo nelle mani” di Anna Maspero (Casa editrice Polaris)
Si tratta di un libro autentico, attraverso il quale il lettore può capire come sia impossibile non viaggiare. Per viaggiare non c’è bisogno di soldi o tempo. Ognuno di noi, se “trasforma incontri e situazioni in stati d’animo”, sta viaggiando, ovvero sta incontrando, attraverso persone e luoghi, se stesso. Un libro generoso di consigli di lettura, sia per approfondire le emozioni che si possono provare davanti al mare o a un paesaggio di vento, sia su come organizzare un viaggio utilizzando il meglio della tecnologia. Un buon compagno di strada per il viaggio, unico e irripetibile, che ognuno di noi sta compiendo sul pianeta terra. (Giulia Reina)

Copertina de La filosofia in sessantadue favole di Ermanno Bencivenga

Le letture continuano con “La filosofia in sessantadue favole” (Mondadori Editore) di Ermanno Bencivenga, un filosofo che, per illustrare itemi chiave sui quali la filosofia da sempre si interroga, ha scelto un linguaggio insolito: quello delle favole. Perché è proprio dal senso di stupore, dall’incantamento con cui i bambini ascoltano le favole che nasce la riflessione filosofica. Riflessione, quella che interessava a noi, che risponda a qualche domanda sul viaggio: “Ma quanto tempo prima della partenza inizia il viaggio? E quando termina davvero?…” E poi ancora, con la prossima lettura, alla ricerca di un nuovo viaggio e del suo significato più profondo…

Copertina di Tre gradini e un albero di limoni di Federico Pasqualini

 “Tre gradini e un albero di limoni” di Federico Pasqualini (Casa editrice Polaris)
Si tratta di un libro commovente, dolce e crudele come la vita. È un libro sui propri limiti e sui propri infiniti, che l’autore si dà la possibilità di vivere pienamente attraverso questo viaggio. Limiti in quanto Federico Pasqualini ha una malattia che, progressivamente, non gli permetterà più la deambulazione e proprio per questo decide di prendersi l’Africa. “Questo viaggio rimarrà dentro di me e si farà parte di me fino al mio infinito.” Infiniti, perché l’autore non è solo in Africa: è con il fratello e un cuore di donna racchiuso in due fogli, cuore di donna a cui scrive lettere a volte censurate, perché i sogni non vanno mai svelati completamente, altrimenti non si realizzano. La scrupolosità e la minuzia della scrittura permetterà al lettore di vivere la quotidianità di quei giorni. Si tratta di un libro da leggere lentamente, a passo di elefante, perché la fine non è che l’inizio di un nuovo viaggio.  (Giulia Reina)

Copertina de La coppa di Apollo di Mishima Yukio

Abbiamo terminato con “La coppa di Apollo” (Leonardo Editore Milano), un libro di Yukio Mishima pubblicato per la prima volta nel 1967. Si trattadi una serie di articoli pubblicati su diversi giornali nipponici dal 1951 al 1967, nella quale Mishima mette in luce inaspettate doti di viaggiatore. Attraverso i suoi occhi abbiamo deciso di riflettere su cosa succede quando si rientra dal viaggio e si può osservare con sguardo nuovo anche il “nostro” vecchio mondo di tutti i giorni.

Gli incontri “Viaggi di carta”  sono tenuti con il patrocinio del Comune di Faenza.

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