Per una pedagogia dell’ascolto: leggere ad alta voce fa bene a chi ascolta… ma non solo

Dall’internazionale World Read Aloud Day, caduto il primo febbraio scorso, alla campagna nostrana #ioLEGGOPerché, alla settimana promossa a novembre da Nati per Leggere, le iniziative si moltiplicano. 

Ormai sono tutti d’accordo: pediatri, pedagogisti, insegnanti, scienziati. La lettura ad alta voce rappresenta un’esperienza importante per lo sviluppo cognitivo dei bambini, oltre a essere il modo più facile per instillare l’amore per la lettura nei più piccoli.

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Nella speranza che i piccoli lettori, una volta divenuti adulti, non si trasformino in analfabeti di ritorno, andando a ingrossare quella fetta ormai prossima al 60% di italiani che si percepiscono non lettori, non avendo letto nemmeno un libro nel corso dell’ultimo anno. Un dato davvero triste, che in Europa ci lascia agli ultimi posti.

Dovremmo tutti fermarci a leggere ogni tanto ad alta voce e non lasciare questa incombenza solo ai lettori volontari del progetto Nati per leggere. Leggere per i nostri figli, i nostri amici e tutte le persone che avranno il piacere di starci ad ascoltare. Anche noi di ViviAmo le Parole stiamo preparando un progetto per emozionarci leggendo ad alta voce. Per i dettagli dell’iniziativa vi rimandiamo a un prossimo articolo, però qualcosa lo possiamo già anticipare, per incuriosirvi e spronarvi a partecipare. L’idea è di creare uno o più gruppi di lettura tematici, i cui membri abbiamo voglia di ricercare, per un determinato argomento, le parole per loro più importanti e amate – quelle che hanno trasmesso loro emozioni, che li hanno aiutati a vivere una situazione o interpretare un concetto con maggiore pienezza – e poi abbiano voglia di leggerle ad alta voce condividendoli con gli altri. Accompagnando la lettura con la spiegazione del perché di quella scelta o il racconto di un sentimento particolare provato durante la lettura. Un modo, questo, anche per riappropriarsi del proprio vocabolario emozionale ed emotivo nel momento in cui lo si dona ad altri.

In un tempo come quello presente, in cui il linguaggio corrente soffre di immediatezza e sembra non offrire più né tempo né spazio per la narrazione, i tempi lenti della lettura ad alta voce aiutano tutti noi anche a recuperare parte di questi spazi e a riabituarci all’ascolto attivo dell’altro. Ma anche all’ascolto di noi stessi e della nostra voce nel momento in cui leggiamo.

Ma, al di là del diletto, c’è anche chi, su una metodologia di ascolto, ha fondato il proprio lavoro. Ecco allora che Giulia Reina, la nostra specialista in interviste, è andata a fare qualche chiacchiera con Angela Padovani, che a Faenza ha aperto un centro in cui si lavora seguendo il metodo Tomatis, che si fonda proprio sull’importanza dell’ascolto. 

Ragazza con cuffie per ascoltare una lettura ad alta voce
Centro Eteris Faenza – © tutti i diritti riservati

Buongiorno Angela, sono proprio curiosa, perché anche noi dell’associazione amiamo le letture ad alta voce. Ma immagino che il metodo Tomatis, che utilizzate nel vostro centro “Eteris” di Faenza, non si esaurisca nella lettura ad alta voce.

Il metodo Tomatis è una rieducazione dell’ascolto che utilizza l’udito come canale per agire sul sistema nervoso. Il training di ascolto migliora il modo di ascoltare della persona, incrementando le diverse abilità cognitive, migliorando le capacità motorie e intervenendo su traumi e ritardi nello sviluppo. È utile in tutto l’arco della vita, dai neonati agli anziani e addirittura in fase prenatale! Questa pedagogia dell’ascolto affronta efficacemente problematiche specifiche dell’età evolutiva, dai ritardi del linguaggio nei più piccoli all’area dei disturbi dell’apprendimento e delle difficoltà scolastiche e comunicative. Il metodo riveste particolare efficacia nella fase prenatale, rafforzando la qualità della relazione mamma-bambino e alleviando le tensioni e le difficoltà della mamma durante la gravidanza.

Angela, tu sei una mamma, hai conosciuto così il metodo Tomatis?

Sì, è entrato nella mia vita in un momento molto particolare, in gravidanza quando aspettavo la mia seconda bambina. Ho fatto personalmente i cicli d’ascolto in un momento molto delicato per me e per la bimba che stavo aspettando. E poi ancora, in altri passaggi della mia vita familiare mi è stato utile. Questa metodologia, apparentemente così semplice, mi  ha aiutato tantissimo a superare certi passaggi e dopo averne sperimentato in prima persona la grande forza è diventato uno strumento importantissimo da mettere a disposizione delle altre persone e delle altre famiglie. Io sono consulente familiare e già da tempo avevo capito che il mio desiderio più profondo era quello di lavorare a contatto con le persone, con le famiglie e le loro sfide quotidiane. Quando, per motivi familiari, abbiamo conosciuto Tomatis, io e mio marito, che mi ha sempre sostenuto e affiancato in ogni cosa, abbiamo capito che era il pezzettino che ci serviva per poter realizzare ciò in cui credevamo. Un progetto che ci permettesse di lavorare ogni giorno a fianco delle persone, ogni giorno cercando e crescendo. L’unico modo era quello di creare un centro in cui conosciamo le persone e le supportiamo nell’affrontare certe difficoltà o passaggi delicati. E così è nato Eteris. Nell’età adulta, i problemi legati all’ascolto possono prendere una moltitudine di forme e quindi influire su vari aspetti della vita personale, sociale e professionale. Il metodo interviene in tutte queste aree, dialogando con il sistema nervoso centrale e trattando in profondità manifestazioni di ansia, depressione, disturbi psicosomatici, attacchi di panico, insonnie e disturbi alimentari. Il programma di ascolto Tomatis aiuta anche le persone a imparare una nuova lingua straniera o a migliorare il proprio accento, è efficace per musicisti, cantanti e professionisti della voce perché migliora la qualità della voce, la memoria e la creatività. La stimolazione sonora può aiutare anche le persone anziane che vogliono mantenere o migliorare il loro livello di energia e senso dell’equilibrio; aiuta anche nei casi di acufeni o ipoacusie.

Bambino con cuffie per ascoltare una lettura ad alta voce
Centro Eteris Faenza – © tutti i diritti riservati

Angela, concludiamo tornando alla lettura ad alta voce. Il metodo Tomatis prevede anche questa tra le sue modalità di approccio, giusto?

Sì, il metodo prevede delle  sedute attive che consistono in una serie di letture a voce alta, dove la persona sente il ritorno filtrato della propria voce in cuffia. Le sedute attive hanno essenzialmente lo scopo di aprire la comunicazione con il mondo esterno e accompagnare dolcemente la persona verso un nuovo modo di essere nel mondo e di interagire con gli altri.

Eteris ascoltare alla giusta frequenza

 

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