L’arte in un’industria meccanica. Parole stampate su carta da imballaggio e girasoli nati su riccioli d’alluminio

La parola “arte” è considerata di solito molto lontana dalla parola “industria”. Invece, alla Curti Costruzioni Meccaniche di Castel Bolognese, l’arte diventa un valore aggiunto alla meccanica che qui si produce. 

Questo è ciò che è emerso nel corso della visita alla sede della Curti, accompagnati dall’ing. Alessandro Curti e da Massimo Pollidori, l’artista che ha creato i libriccini stampati sulla carta da imballaggio delle macchine meccaniche da cui sono tratte molte delle parole citate nell’articolo.

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Oltre alle parole sui libriccini in carta da imballaggio creati dall’artista per l’Edizione Fabbrica Curti, le pareti di uffici, corridoi, spogliatoi, come in una galleria d’arte, sono tappezzate di quadri nati dalla rivisitazione di disegni tecnici che si trasformano in opere astratte. E molti altri materiali di scarto delle lavorazioni ritrovano vita, uniti a stoffe e crete, per arredare gli ambienti. Ma iniziamo da una domanda: non doveva essere solamente una fabbrica?

Logo Curti Costruzioni Meccaniche Castel Bolognese

Queste le parole che hanno riecheggiato nell’animo per tutto il tempo della visita, guidata dall’artista poliedrico Massimo Pollidori, alla Società Curti.  OMPI – Officina Meccanica Precisione Imola era il nome originario dell’azienda o officina, come l’amministratore delegato, ing. Alessandro Curti,  amico d’infanzia dell’artista, chiama l’industria.

Un’officina che “costruisce ragionevolmente lavoro, cultura, società” e in cui “l’uomo aiuta l’uomo elevando l’altro uomo al suo pari o molto di più”. Questo processo avviene ovunque in officina ed è fatto con qualunque cosa. L’applicazione concreta della visione artistica produce questo: cuore e concretezza. Negli stabilimenti si vede la “forza della meccanica, forza costruttiva di oggetti e menti” .

Qui vengono accolte le più sofisticate tecnologie per la produzione di macchine automatiche, astucciatrici, linee automatizzate per la lavorazione di cavi elettrici e per un sogno… il sogno di “uno di loro”, come si definisce l’amministratore delegato. Il sogno di volare dell’ing. Curti si è tradotto nella produzione di elicotteri, ovvero in posti di lavoro qualificati e qualificanti, “il lavoro per aiutare gli altri  aiutando se stessi”.

In un ambiente adibito a sala riunioni sono appesi i disegni e i modellini del bambino Alessandro Curti; sui tavoli, girasoli vivi, ma di stoffa, che prendono linfa da riccioli di alluminio, titanio, materiali di scarto. Le pareti di uffici, corridoi, spogliatoi sono una galleria: di ritratti, volti dipinti davanti ai quali è impossibile non rivedere una parte di sé, quadri creati con la rivisitazione di vecchi disegni tecnici prodotti con la china, a mano,  dagli ingegneri, quadri astratti che danno colore agli ambienti di passaggio. Le pareti, a volte, vengono rinnovate perché qualche cliente, volendo portare con sé un po’ di quella atmosfera che si respira, chiede un’opera.  Al materiale meccanico non usato si dà una nuova possibilità di vita unendolo a stoffa, legno e crete. In una simile atmosfera, guardando un idrante viene spontaneo attribuirgli un valore artistico anche se, giustamente, l’artista – alla domanda: «Mi spieghi il significato intrinseco?» – risponde concretamente: «Spegnere fuochi». Cuore e concretezza.

Le parole virgolettate, in grassetto corsivo, sono prese dai libriccini stampati sulla carta da pacco per gli imballi; sono creati interamente da Massimo Pollidori per l’Edizione Fabbrica Curti. Libriccini e opuscoli che vengono offerti in mensa ai dipendenti per alimentare quel fuoco di valori che sono il vero valore dell’officina. Officina in cui “la semplice collaboratrice è un grande uno, come è uno un grande architetto o dottore: la capacità di cogliere una umana necessità e poi soddisfarla costruendo un oggetto o un qualsiasi programma non ha sesso né grado, ma anima.”. Cuore e concretezza. Questo è il pensiero dell’Ing. Curti in un libro che spiega storia e valori dell’officina e che probabilmente doveva essere solo un volantino. “Non doveva essere solamente una riga? Mah…” Per fortuna no, come per fortuna questa non è stata solamente una visita guidata a un’industria meccanica.

Elicottero blu su pista di atterraggio con nastro rosso sulla cosa
L’elicottero: ultimo nato in casa Curti a Castel Bolognese – Curti © tutti i diritti riservati

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