Uno sguardo su Torino: la conferenza stampa di presentazione del Salone Internazionale del Libro

Il Salone Internazionale del Libro di Torino aprirà le porte giovedì 18 maggio, ma già la conferenza stampa di presentazione, andata in onda la settimana scorsa sul web, ha fornito alcune anticipazioni sul “mood” che si respirerà durante le giornate al Lingotto.

L’impressione complessiva, problemi di connessione a parte, è stata molto favorevole e, alla prima rapida occhiata, vincente rispetto alla prima edizione della fiera milanese dedicata al libro.

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Della prima edizione di “Tempo di Libri”, fiera milanese dell’editoria nata in contrapposizione allo storico Salone Internazionale del Libro torinese, ho già scritto qualche giorno fa.

L’impressione che ne ho riportato non è stata entusiasmante, soprattutto a causa dell’aria un po’ dimessa e della carenza di pubblico che, almeno a colpo d’occhio, l’ha caratterizzata. È stato dunque con molta curiosità che, la settimana scorsa, mi sono collegata con il sito web del Salone Internazionale di Torino per seguire in diretta streaming la conferenza stampa di presentazione della manifestazione. Volevo la conferma che i soldi spesi per l’acquisto del biglietto per Torino e la prenotazione dell’hotel fossero stati un buon investimento.

Non ho seguito la conferenza stampa fino in fondo a causa di un noioso rallentamento nella connessione che mi ha costretto, seppur a malincuore, a desistere, ma ora sono molto più curiosa e desiderosa di partire di quanto non lo fossi prima. E trovo che questo sia un ottimo viatico per affrontare il viaggio.

Tutti gli intervenuti, primo fra tutti Nicola La Gioia – storico conduttore dei programmi culturali di Radio 3 RAI e quest’anno direttore editoriale della manifestazione – che con una certa emozione ha parlato del Salone vero e proprio e anche delle moltissime iniziative collaterali che animeranno la città negli stessi giorni. Un vero “Salone Off” distribuito sul territorio.

“Dunque ce l’hanno fatta”, ho pensato, “hanno resistito all’assalto di Milano e ora hanno anche la forza di contrattaccare. Bravi, avanti così”. Sì, perché devo confessare che, nella diatriba Torino-Milano, che di certo non ha infiammato il grande pubblico, ma ha riempito le pagine culturali dei giornali delle due città per parecchio tempo e ha avuto come mediatore – anche se con scarsi risultati – persino il ministro della cultura Dario Franceschini, io ho parteggiato fin dall’inizio per Torino. Ho sempre avuto un debole per quelli che, almeno all’inizio, sono additati come i perdenti, gli sfigati di turno, i donchisciotte in lotta contro i mulini a vento. E se questa volta Don Chisciotte di Torino avesse battuto i mulini a vento dell’AIE, l’Associazione Italiana degli Editori o, meglio, dei “grandi Editori”?

Torino, almeno dalle dichiarazioni della conferenza stampa, ha aumentato il numero degli espositori rispetto all’anno passato, nonostante la concorrenza di Milano. Torino ha aumentato i mq di salone, il suo cartellone è pieno di eventi, gli ospiti illustri in grado di attirare il pubblico pagante non mancano. Gli organizzatori non stanno più nella pelle, emozionati e curiosi di quello che succederà tra pochi giorni. Anch’io non sto più nella pelle, non vedo l’ora di partire… cosa succederà a Torino? Ve lo saprò dire tra un paio di settimane. Ora corro a scaricare l’app del Salone, per non smarrirmi tra i padiglioni o perdermi qualcuno dei tanti eventi in programma!

 

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